COOPERATIVA SOCIALE SENZA
FRONTIERE
La cooperativa Senza
Frontiere attiva sul territorio dal 1992 si è occupata, sin dall'inizio, dei
diritti alla salute dei migranti. In particolare, gestisce dal '92 il Centro
ISI (Informazione Saluti Immigrati) della ASL 1: un
ambulatorio preposto agli stranieri temporaneamente presenti (STP) sul
territorio cittadino e provinciale. Il Centro si avvale della presenza di un
medico, di educatori e di mediatori interculturali
(formati e con una consolidata esperienza lavorativa sul territorio) in grado
di rispondere alle richieste dell'utenza straniera. Infatti, per quanto
riguarda la popolazione straniera, il mediatore rappresenta una figura
professionale capace di interpretare in modo corretto i bisogni dell'utente e
divenirne l'interlocutore privilegiato: la conoscenza delle culture altre, l'esperienza sul territorio a
contatto con gli stranieri e con i servizi a loro rivolti e il lavoro di rete
svolto negli anni li rende competenti e capaci di rispondere ai bisogni differenziati dei cittadini.
Il Centro ISI della ASL 1 è stato fino al 1999 l'unico servizio sanitario
in tutta la regione rivolto agli STP; attualmente ha un bacino di utenza di
oltre 40.000 persone, e si può
considerare il maggior punto di riferimento per questa fascia della popolazione
straniera. Sul suo modello sono nati, a partire dal1999, gli altri 9 Centri ISI
nella Regione Piemonte (Sportelli sanitari per immigrati).
Attualmente la
Cooperativa gestisce anche i Centri ISI della ASL 2, della ASL 4, della ASL 5
(Collegno, Orbassano, Susa) e della ASL 15 (Cuneo);
inoltre svolge attività di mediazione interculturale presso i consultori
familiari e pediatrici delle ASL 1 e 4 ed è punto di riferimento per tutti i
consultori familiari cittadini, rispetto le varie problematiche dei cittadini
stranieri; opera in convenzione con varie strutture ospedaliere (Sant'Anna,
CTO, CRF, Ospedale Valdese, Maria Adelaide,
Mauriziano ecc., in attività di accompagnamento ai servizi sanitari).
Le attività della
Cooperativa nei centri ISI si possono così riassumere:
¨
accompagnamento ai servizi
socio - sanitari al fine di mostrare all'utente il corretto utilizzo degli
stessi e renderlo, col tempo, in grado di seguire autonomamente i propri
percorsi di cura
¨
informazione e
prevenzione svolte sia durante i colloqui, sia tramite la preparazione e la
distribuzione di materiale informativo (sull'accesso ai servizi, sulla
prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, sulla contraccezione ecc.)
¨
informazione,
accompagnamento e counselling per persone a rischio,
per persone affette da HIV, ecc.
¨
informatizzazione e analisi
dei dati estrapolati dalle schede degli utenti. Questo continuo monitoraggio
consente di cogliere cambiamenti ed evoluzioni e di progettare interventi ad hoc
¨
ideazione e
gestione, per conto della ASL1, del corso di formazione per mediatori
interculturali II° livello, conclusosi nel dicembre 2000, inoltre nuovo corso
che verrà avviato ai primi di marzo
¨
docenze presso le scuole di formazione professionale per
mediatori ed educatori (Engim, Casa di Carità- Arti e
Mestieri, CSEA, Firas, Sfep,
Alouan)
¨
consulenze psicologiche con personale della cooperativa e
mediatori interculturali
¨
sede di
tirocinio per percorsi formativi ambito
sanitario
In un'ottica di educazione ai diritti/doveri di cittadinanza, la
Cooperativa ha attivato, dal 1995, un servizio di informazione giuridica
rivolta agli immigrati (Progetto Informazione Giuridica Immigrati). Lo
sportello giuridico è ormai una realtà radicata nel territorio, punto di riferimento
per le comunità immigrate e le istituzioni (in base alle schede di rivelazione
compilate dall’utenza, la maggior parte degli immigrati conosce l’esistenza del
servizio su indicazione di altri immigrati oppure su
segnalazione di vari uffici pubblici, tra cui l’Ufficio Stranieri del Comune di
Torino).
Si avvale della
collaborazione e della consulenza di avvocati e
giuristi dell’ASGI, coadiuvati dai mediatori interculturali; svolge attività di
informazione, orientamento e consulenza lagale
relative a diritto penale, civile, di famiglia, del lavoro, violenze subite,
incidenti (sul lavoro, stradali ecc.), leggi e procedure relative
all'immigrazione. Purtroppo nell’anno 2002 , il
progetto non è stato finanziato dal ministero del Welfare
(affari sociali), di conseguenza c’è stato un rallentamento nelle attività che
solitamente svolgeva.
Dal maggio 97’, due
operatori della Cooperativa hanno collaborato, all’interno dell’Ufficio
circoscrizionale per l’impiego di Torino (via Gioberti 16) in attività di interpretariato, ed
esemplificazione delle pratiche burocratiche per l’utenza in lingue araba,
francese e nigeriana. Grazie a questa formazione, nel maggio 2002 la
cooperativa ha aperto uno sportello lavoro, a sostegno per i cittadini
stranieri iscritti ai Centri di impiego della città di
Torino e Provincia, tuttora operativo. Inoltre dal dicembre 2002 abbiamo
iniziato un’attività di mediazione interculturale e di monitoraggio del flusso dei giovani stranieri nei CPT della città.
La cooperativa “Senza
Frontiere” fa parte dal 1999 del coordinamento cittadino contro la violenza, in
specifico ha operato nel gruppo emergenza abitativa al fine di trovare
soluzioni abitative per un percorso verso l’autonomia per donne sole o con
bimbi, donne maltrattate o vittime di violenza.
La cooperativa infine è stato uno
dei soggetti attuatori del Progetto denominato
“FREEDOM”, rete per l’aiuto e l’integrazione sociale delle donne vittime della
tratta e dello sfruttamento ai fini della prostituzione. Dal 18/04/2000 al
17/04/2002 abbiamo gestito un centro di prima accoglienza e di
appoggio all’interno del percorso di assistenza e protezione previsto
dall’Art.18 rivolto a donne e minori che hanno deciso di sottrarsi al traffico
di persone volto allo sfruttamento della prostituzione. In pratica abbiamo
cercato di rafforzare e ampliare la possibilità di una rete ,
grazie alla nostra esperienza decennale di lavoro finalizzato ad orientare ed
offrire servizi agli immigrati, utilizzata fino ad oggi dalle donne migranti
che hanno sporto denuncia di sfruttamento, o che si sono trovate in situazioni
di estrema difficoltà. Dal 1992 ad oggi abbiamo costantemente informato e
sostenuto le donne che intendevano uscire da un percorso di sfruttamento, in
ciò anche aiutati dalle opportunità in materia di ottenimento
del permesso di soggiorno, previste dalla normativa vigente. Per la cooperativa il centro di prima accoglienza doveva essere una
prima fase di un progetto più complesso e individualizzato che a partire dalla
volontà del soggetto a liberarsi, passa l’informazione e l’orientamento sulle
concrete opportunità, in modo che il soggetto e gli operatori possano
progettare ed attuare percorsi finalizzati ad un reinserimento sociale e
lavorativo. In tale contesto diventa necessario
progettare sull’accoglienza per poi poter percorrere realisticamente il
programma di protezione sociale ed assistenza per le donne che rifiutano lo
sfruttamento, con l’obbiettivo di raggiungere la regolarizzazione e
l’indipendenza del soggetto.
Dal 2003 a tutt’oggi abbiamo
avviato con la FIOM di Torino un’ attività di inchiesta sul lavoro migrante,
inoltre stiamo operando, tramite i mediatori interculturali, con la comunità
Montana Val Sangone e l’ istituto di pena minorile
Ferrante Aporti di Torino.